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martedì 29 novembre 2011

I rischi della manicure

Pur rappresentando una piccola percentuale del corpo, le unghie richiedono cure e attenzioni quotidiane. Infatti, essendo esposte di continuo agli agenti esterni, sono interessate da microtraumi o traumi, da irritazioni o allergie, più o meno severe, che richiedono l’intervento del dermatologo. Negli ultimi 20/30 anni la cura di mani e unghie si è evoluta molto, tuttavia tecniche e sostanze utilizzate, se non adeguate, possono rivelarsi pericolose. Passiamo in rassegna le procedure più delicate e che richiedono una preparazione mirata; prima fra tutte la limatura. Più di forbici o tagliaunghie, la lima è essenziale per accorciare l’unghia e darle forma ma anche per eliminare il film lipidico del letto ungueale permettendo  allo smalto di aderire meglio. La composizione di letto ungueale e unghia in generale è data dalla sovrapposizione di più strati cellulari. La componente più numerosa è data dai cheratinociti, cellule morte o in fase terminale: perciò non percepiamo dolore quando tagliamo o limiamo le unghie. Il rischio è che prese dalla foga di limare si rischia di farlo in maniera non omogenea, creando solchi in prossimità del letto. Anche l'asportazione errata delle cuticole è causa di problemi, soprattutto cutanei. Le pellicine infatti, proteggono l’unghia e non vanno mai strappate né tagliate ma spinte indietro tramite uno spingicuticole o un bastoncino di legno d’arancio o rose. Le cuticole tirate via senza cura, possono provocare arrossamenti seguiti talvolta da formazione di pus, irritazioni, prurito, ecc. Per quanto riguarda invece i prodotti che abbiamo in casa, ne esistono alcuni che, se usati male, possono rivelarsi pericolosi anche per la salute in generale. Il primo è il solvente. Ci sono persone sensibili all’odore o alla sostanza stessa che a contatto con la pelle o in seguito a sfregamento continuo può dar luogo a irritazioni. In commercio esistono solventi delicatamente profumati o con formulazioni meno aggressive ma l’attenzione da porvi è la stessa. E che dire dello smalto: da vari studi clinici cosmetico/dermatologici è emerso che nella sua composizione chimica di base, sia esso curativo o colorato, ci sono 3 sostante potenzialmente tossiche: il DBP (diisobutilftalato), la FDA (formaldeide) e il Toluene. Il DBP è un plastificante che evita allo smalto di erodere, aiutandolo a rimanere in quello strato sottile che si stende con il pennellino. Esisterebbe un potenziale legame tra la sostanza e i problemi legati agli ormoni: il DBP sarebbe capace di distruggere il sistema ormonale responsabile dello sviluppo riproduttivo. La Formaldeide è invece presente negli “indurenti” essendo una sostanza che permette allo smalto di indurire e proteggere le unghie. Essa può provocare irritazioni o allergie nei soggetti sensibilizzati al prodotto. Il Toluene è un componente che facilita la stesura dello smalto e sarebbe collegato a disturbi del sistema nervoso e reni. Oggi sono in commercio smalti che non contengono questi 3 composti: ma se da un lato sono ottimi per la loro compatibilità, dall'altro non mantengono più le loro caratteristiche originarie e quindi meno duraturi, resistenti e brillanti. Resta la domanda: meglio un prodotto dalle migliori caratteristiche ma potenzialmente pericoloso oppure uno con minori referenze ma sicuro a tutti gli effetti? Credo che la scelta non debba essere lasciata al consumatore ma sia di competenza delle istituzioni sanitarie, in attesa di nuovi progressi nella ricerca cosmetica.

martedì 15 novembre 2011

Smalti rinforzanti e indurenti


Prima di tutto sfatiamo un falso mito: gli smalti indurenti, le basi e gli oli rinforzanti non fanno crescere unghie più forti ma le proteggono dagli urti e dai detergenti comuni usati nel lavaggio delle mani o durante i lavori domestici. Difendono anche la cheratina dell'unghia dai pigmenti dello smalto stesso, che generalmente si stende sopra l'indurente o la base trasparente, per evitare che esso a contatto diretto con l'unghia, sia assorbito dallo strato di cheratina ingiallendola. I componenti di base usati per i prodotti rinforzanti, specifici per unghie fragili e secche, sono l'etil acetato, il butil acetato e il gliceril tribenzoato. Molti smalti contengono il toluene come ingrediente primario, mentre altri prodotti ne sono privi. I componenti prettamente rinforzanti sono la nitrocellulosa, la bentonite, l'ectorite, il dimeticone, i copolimeri acrilati. Si tratta di molecole di sintesi o di derivazione minerale, resine dure e resistenti. Fra i principi attivi rinforzanti: pantenolo, proteine del grano idrolizzate, olio di jojoba ed avocado, calcio carbonato e acetil citrato.   

giovedì 10 novembre 2011

Come scegliere lo smalto più appropriato


Fatta un pò di chiarezza su cosa sono gli smalti, vediamo di svelare uno dei segreti delle estetiste, vale a dire come scegliere il colore giusto per le proprie mani. La scelta dello smalto, va effettuata tenendo in considerazione diversi aspetti: il tipo di pelle, l’effetto finale che si desidera ottenere, la lunghezza dell’unghia e soprattutto il colore della carnagione. Le professioniste, solitamente, prendono come riferimento il colorito della cute nella zona interna del polso. Semplificando, possiamo dire che se la pelle del polso tende all’azzurrognolo, la scelta dello smalto da applicare ricadrà su colori dai toni più freddi, mentre se la pelle è olivastra allora si deve optare per colori dai toni più caldi. Da evitare assolutamente facili ma alquanto banali accostamenti come quello tra colore delle unghie delle mani e quello dei piedi, così come è da considerarsi un errore il coordinare il colore delle mani con quello degli abiti e del rossetto. In caso di unghie corte e irregolari, sarebbe meglio utilizzare colori tenui, cercando di stendere una piccola striscia al centro dell’unghia, accorgimento quest’ultimo che servirà a farla apparire più slanciata. Per chi ha le unghie lunghe, invece, e predilige esibire toni scuri, bisogna tener presente che tali tonalità mettono in grande evidenza le mani nella loro completezza e che quindi, in caso di dita corte o non troppo affusolate, tale difetto risulterà accentuato notevolmente. Se la mano è abbronzata, sarebbe preferibile utilizzare un pastello, dai colori caldi come arancio, rosso, con riflessi madreperlati o iridescenti, tenendo presente, però che lo smalto arancione, tende a lasciare sull’unghia aloni antiestetici. In questo caso, onde prevenire tali inestetismi sarebbe meglio applicare sempre una base protettiva trasparente. Per finire, un consiglio: lo smalto, normalmente, svolge un'azione protettiva dagli agenti esterni, ma periodicamente le unghie andrebbero lasciate per qualche tempo al naturale e, magari, frizionate con l’olio d'oliva fino a quando si è sicure che esso sia penetrato completamente.

martedì 8 novembre 2011

LA CONSISTENZA DELLE UNGHIE


Per quanto riguarda la consistenza delle unghie, dobbiamo tener presente che questa caratteristica dall’importante impatto estetico, può essere sintomatica di altre patologie. Il soggetto può accorgersi che la durezza delle proprie unghie si è ridotta, e che esse vanno incontro a fenomeni di fragilità in sedi e con gravità diverse. Talvolta, poi, se il danno interessa tutto spessore della matrice, la fragilità si può manifestare con una bruttissima fissurazione longitudinale. Questo fenomeno non è raro, e viene distinto in due grandi gruppi: una forma idiopatica e una come conseguenza di numerose patologie dermatologiche. L’origine della prima non è ancora chiarita, mentre si sa che a favorirla sono numerosi fattori ambientali che determinano la disidratazione dell’unghia: lavaggi frequenti, specie in acqua calda, contatti diretti con detergenti, acidi e solventi. Fra le patologie cutanee che possono determinarla, fra quelle che interessano la matrice unguale ricordiamo la psoriasi, l’eczema, il lichen, l’alopecia areata, e più raramente l’onicomicosi che però colpisce la lamina già formata rendendola friabile. Esiste, poi, un quadro clinico particolare di modificazione della consistenza della lamina che colpisce soltanto le donne fra i 20 e i 40 anni, e si verifica per lo sfaldamento progressivo della porzione libera dell’unghia, che diventa fragile e si spezza facilmente. Non se ne conosce la causa e i dermatologi la indicano con un nome complesso: onicoschizia lamellina. Anche in questo caso si pensa che una possibile causa ricada nella progressiva disidratazione della lamina.
Il trattamento della fragilità si basa molto sulla prevenzione, ovvero nella limitazione dei contatti con acqua e detergenti, e sull’applicazione topica di sostanze ad attività idratante. Diversi cosmetici per rafforzare la consistenza della lamina contengono biotina, una vitamina idrosolubile presente in alimenti come il rosso d’uovo e le arachidi, e che talvolta può essere carente nell’organismo per un malassorbimento dovuto ad alterazioni della flora intestinale, provocate dall’assunzione di antibiotici, sulfamidici, anticonvulsivanti, ecc. La biotina ha ruolo essenziale nella sintesi della cheratina che compone le unghie ed è dimostrato un aumento fino al 25% del loro spessore quando viene assunta come integratore.